Inter, qualcosa non convince
Era accaduto con Mancini nel 2007 (Inter-Udinese 1-1). Poi con Mourinho nel 2008 (Sampdoria-Inter 0-0) e 2009 (Inter-Bari 1-1). Fatale che pure a Rafa Benitez la “prima” dell’Inter provocasse qualche dispiacere, col quarto pareggio -lo 0-0 a Bologna- in quattro debutti. Niente di nuovo. Ovvero niente di male. Dev’essere un sortilegio in casa nerazzurra, con vaghe ipotesi beneauguranti visto come sono finiti gli ultimi tre campionati. S’erano sprecati malumori e dubbi anche nelle fine d’estate precedenti, Però oggi… Leggi il seguito »
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Sim Sala Ibra, formula di Raiola
Sim Sala Ibra. Con la solita formula magica, Mino Raiola ha apparecchiato l’ennesimo cambio di maglia del suo principale cliente. Una girovagare da record per lo svedese di origini bosniache che in 4 anni solari, dal 2006 al 2010, potrà dire di aver vestito le maglie di Juventus, Inter. Barcellona e, ora, Milan. Sfidiamo chiunque a trovare nella storia del calcio un peregrinare calcistico così prestigioso. Merito soprattutto del suo abile manager, capace di cuocere al punto giusto l’aria che comincia a diventare pesante fino a renderla irrespirabile per tutti. Soprattutto per chi alla fine deve avviare le pratiche del divorzio, cioè chi vende.
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Inter vecchia, Eto’o nuovo
Nella ripartenza in vecchio stile dell’Inter che prosegue il filotto vincente del 2010, c’è qualcosa di nuovo oltre a Benitez sul ponte di comando. I giocatori sono gli stessi, il copione scorre agile (per essere all’aperitivo della stagione) come nell’era mourinhana, ma il segnale che dà la Supercoppa nerazzurra numero 5 è che quest’anno vedremo l’altra faccia di Eto’o. Dopo un anno di gregariato, vestendo i panni dell’attore non protagonista (seppure da Oscar), il leone torna re. Il suo ruggito stende la Roma. La doppietta cancella le ansie interiste e cattura per una sera la luce dei riflettori, monopolizzata nel finale di stagione scorsa dall’uomo-triplete Milito.
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Juve operaia, ma teniamola d’occhio
La Juventus ci ha provato fino all’ultimo. Poche ore prima di chiudere l’affare Krasic, ha dato il disperato assalto a Dzeko. A Wolfsburg è apparso un uomo di fiducia della casa bianconera, ha parlato con il centravantone bosniaco, gli ha anche strappato un sì. Poi è andato nella sede della società legata alla Volkswagen e quando si è sentito dire il prezzo è rimbalzato all’indietro: 60 milioni. Così è nata una Juventus che in un giorno ha cambiato filosofia oltre che obiettivi. Ha deciso di potenziare ulteriormente il settore che più interessa a Delneri, quello degli esterni. E poche ore dopo ha avuto la risposta che si aspettava: Amauri c’è e può tornare a essere decisivo. Leggi il seguito »
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Napoli un rebus, Palermo un gioiello
Walter Mazzarri va giustamente fiero del lavoro fatto due anni fa alla Sampdoria. La conversione di Cassano alla ragion di Stato e il clamoroso rilancio di Pazzini sono imprese da allenatore di primissimo piano. Il tecnico livornese pensava che quella fosse destinata a rimanere la scalata più difficile della sua carriera. Invece con il passare dei giorni si sta rendendo conto di quanto sia difficile assemblare questo Napoli. Lavezzi è stato impietoso, parlando di squadra spaccata in due. La realtà è che Mazzarri deve lavorare su un materiale poco assortito. In pratica, si ritrova con tanti Cassano e zero Pazzini. Leggi il seguito »
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