Terry, una questione di cultura
Questione di cultura. Quella italiana tende al permissivo. L’importante è che uno giochi bene, quello che fa nella vita privata di solito è secondario. I festini di Ronaldinho hanno fatto parlare e scrivere un paio di giorni, ma per Leonardo l’episodio è già chiuso, addio. I famosi festini di Ronaldo passarono quasi inosservati, così come molti altri. In Italia i campi e le alcove sono distanti anni luce tra loro. Leggi il seguito »
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Cassano, se avesse ragione Lippi?
Caso-Cassano: e se avesse ragione Marcello Lippi? Lo dobbiamo al cittì, lo dobbiamo un po’ tutti al cittì il beneficio della domanda e del dubbio, visto che per mesi e mesi, fino a poche settimane fa, intorno a Fantantonio e alla rinuncia decisa, sancita e mai motivata in Nazionale ci siamo (un po’ tutti) distinti nelle aspre critiche a Lippi, sulla sua cocciutaggine a chiudere ogni spiraglio a Cassano. E di più: sull’insofferenza del cittì, come al Tardini di Parma quando se la prese –e di brutto- con quella parte del pubblico che invocava il doriano (ex doriano) nel pieno di una partita degli Azzurri, invitati ad “andare a lavorare”. Leggi il seguito »
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Il secondo tram di Zac
Frequenta le panchine da una vita, ventisette anni, con un curriculum che spazia in tutte le categorie del Pallone. Ha lavorato al Milan (scudetto), all’Inter e ora gli tocca la Juventus, onorificenza massima che soltanto Giovanni Trapattoni – con ben altri titoli da esibire - può vantare. E nella casa juventina, che peggio di così si è sentita – crediamo - soltanto nel pieno del ciclone Calciopoli con la retrocessione in Serie B, non potrà fare peggio di quello che è stato, fin qui. Leggi il seguito »
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Cassano, non ci lasciare
Prima Lippi, ora Delneri. Prima un autunno principesco, lambito ogni giorno dal tormentone azzurro. Poi un inverno gelido, in cui si trova immerso senza una prospettiva felice, con un infortunio che è poca e tanta cosa, e l’estate che lo attende. Forse, sottolineiamo forse, al Manchester City di Mancini: da sempre, suo estimatore. Ecco come cambia la vita di Antonio Cassano, com’è cambiata così, all’improvviso, in una crisi di squadra -la sua, la Sampdoria- che s’è sviluppata consumando lui, la qualità di un campione, l’entusiasmo, la voglia di emergere e dividere l’Italia del Pallone, fra lippiani e non, in quel dibattito su come e perché la Nazionale possa concedersi il lusso di lasciare a casa il miglior talento del calcio italiano. Leggi il seguito »
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Lippi-Inter, storia di sgarbi
E’ normale che il commissario tecnico di una nazionale di calcio ritenga sia utile far visita ai centro sportivi delle maggiori squadre del campionato. Meno normale che tra tutte eviti, e lo preannunci, la squadra che ha vinto gli ultimi quattro scudetti e sia al comando della classifica. Così quella tra Marcello Lippi e l’Inter è diventata una storia di sgarbi e antipatie che di sicuro non giova a nessuno, men che meno al cittì campione del Mondo e che guiderà l’Italia il prossimo giugno-luglio in Sudafrica. Leggi il seguito »
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