Juve-Chelsea, la finale

24 ottobre 2012

Martedì 20 novembre, Torino, finale di Champions League 2012, ore 20.45: Juventus-Chelsea. Poi, a maggio, ci sarà anche quella del 2013 ma per provare ad arrivarci la Juventus deve vincere questa. 7 punti nelle prossime 3 partite: con 7 punti si passa e 7 punti si fanno battendo alla prossima il Nordsjaelland allo Juventus Stadium, il Chelsea, sempre in casa, e andando a pareggiare con la squadra più in forma d’Europa (e anche una delle più forti, meglio costruite, di grande prospettive), lo Shaktar Donetsk (a quel punto già qualificato). I numeri dicono, dunque, che il girone della Juventus si è complicato, anche molto, ma non è affatto compromesso.C’è, però, una condizione essenziale che la squadra di Conte deve rispettare: rendersi conto di giocare in Champions League. Certo, una banalità detta così, ma serve a sottolineare un dato di fatto: in Italia il suo strapotere è evidente, l’Europa è un’altra cosa. Tradotto in chiave di analisi della partita di ieri significa, per esempio, che non si può regalare un tempo intero agli avversari perché in Europa un tempo non basta per vincere le partite; che non ci si può permettere di sprecare così tante occasioni da gol; che non si possono sbagliare le scelte: dopo siamo tutti bravi, è vero, ma Caceres e Pogba un giro forse lo meritavano considerata anche l’opaca prestazione di De Ceglie e Vidal; che un minimo allarme sull’intensità del gioco bianconero si era acceso dopo la partita con il Napoli e ieri, a tratti, si è rimesso a lampeggiare.

Per la terza volta su 3 partite in Champions, la Juventus ha dovuto inseguire gli avversari, per la nona volta consecutiva in Europa non è riuscita a vincere: un malessere Europa evidentemente c’è.

Manca meno di un mese alla finale di Torino e paradossalmente il pareggio in Danimarca può servire a tutti per una riflessione attenta e una presa di coscienza sui problemi e l’approccio alle partite.

Detto questo, occorre anche cacciare i fantasmi. La percentuale di sfortuna contro il Nordsjaelland ha superato ampiamente i margini statistici accettabili, il portiere avversario ha fatto la partita della vita, la reazione al gol subito è stata forte, la squadra ha attaccato, ha ritrovato lo spirito guerriero, ha creato. Un episodio, è mancato solo un episodio e i tre punti sarebbero arrivati. Io non mi nasconderei nemmeno troppo dietro la mancanza del cosiddetto “top player”. Onestamente, chi c’è in giro che la Juventus può prendere che risponda a questo identikit? I giocatori che cambiano i destini di una squadra sono pochissimi.

Cambiare i destini di una squadra non significa giocare ottime partite ogni tanto ma tutte le volte ed essere sempre determinanti nel gioco, in fase realizzativa, nell’apporto psicologico dato all’intera squadra (carisma), nel timore suscitato negli avversari, nella considerazione dei tifosi. Sono pochi al mondo i giocatori che hanno questi requisiti e forse oggi la Juventus ha più bisogno di concentrarsi su se stessa e sulle sue enormi potenzialità che inseguire le chimere.

di Nicola Calathopoulos

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 I VOSTRI COMMENTI
  1. frankiebeerross - 25/10/2012

    Dopo la prestazione di ieri sera la juve deve pensare solo a vincere e niente altro,altrimenti tutti a casa ma non credo che vogliano così.Quindi giù la testa e concentrazione sempre,si può aspettare qualche passo falso altrui ma in champions nessuno regala niente e allora la soluzione è una sola……………..vincere appunto stop!.

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  2. cevani - 25/10/2012

    ENRICOJUVE1
    – pirlo grazie a un passaggio filtrante al limite dell’area ha permesso a grosso di realizzare il gol che ci ha fatto andare in finale nel mondiale del 2006;
    – quagliarella nel secondo tempo non poteva entrare perchè era in tribuna, si dice per le dichiarazioni a favore di zeman, tant’è che il giorno dopo ha dovuto rimangiarsi quello che ha detto;
    – Carrera non sta in panchina perchè il secondo di Conte è Alessio. Secco non è piu’ alla juve da diversi anni;
    – Lewandoski non è arrivato forse perchè costata troppo?

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  3. EnricoJuve1 - 25/10/2012

    Avrei un paio di domande:
    – perché Pirlo, avendone più volte la possibilità e soprattutto le capacità, quando si trova al limite dell’area cerca sempre il passaggio filtrante a pallonetto o rasoterra per i compagni, invece di provare la conclusione a giro? Senza mai tirare in porta i gol non si fanno.
    – perché Quagliarella non è stato schierato nel secondo tempo al posto di un assolutamente inutile Vidal? Al momento Vidal è fuori forma, va fatto riposare.
    – perché Carrera è stato messo da parte dopo aver diretto benissimo la squadra e aver dimostrato in panchina la stessa cattiveria e lo stesso dinamismo di Conte? Secco non convince assolutamente.
    – perché, infine, cercare Llorente quando Lewandowski sarebbe il giocatore giusto per la Juve? Per i meccanismi di Conte uno come Lewandowski che gioca con e per la squadra e segna gol a ripetizione sarebbe perfetto.

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  4. cevani - 25/10/2012

    ragazzi se marotta i 18 milioni per matri e gli 11 per la meta’ di giovinco li avesse utilizzati per prendere van persie martedi’ avreste vinto 5-1.

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  5. tifoJuve1952 - 24/10/2012

    Certo Giovinco si sta dando un gran da fare ma o non ha il fisico per interpretare il ruolo che gli è stato assegnato oppure non è il giocatore che ci aspettavamo…vedremo.

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  6. GiornalistaSportivo - 24/10/2012

    Secondo me è stata una partita caratterizzata dagli episodi: il loro gol nasce da una punizione inesistente. Noi abbiamo tirato e pressato tantissimo dopo e prima del gol ma abbiamo avuto troppa sfortuna. Detto questo,non abbiamo giocato da Juve vera perchè va bene che in Europa è dura ma se giochiamo da Juve vera possiamo battere anche questo Chelsea e anche lo Shaktar per non parlare del Nordjaelland.

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  7. Samuel70 - 24/10/2012

    Gli episodi nel calcio possono cambiare la storia e ieri sono andati tutti storti. Non manca nemmeno cattiveria e impegno, piuttosto rispetto al campionato c’è tensione e insicurezza (ma anche lo scorso anno in Ottobre non erano rullo come adesso, la testa fa molto). Però nel caso di ieri la mancata vittoria ha un nome e cognome: Seba Giovinco. Conte ha scommesso e recuperato insistendo altri giocatori, se ha ragione Conte può essere che tra 1 mese o 2 abbiamo il top player in casa altrimenti… Gli manca veramente poco ed è anche qui un poco di testa, nelle ultime partite si è sbattuto tantissimo (e quando le occasioni ti capitano non è un caso) ma non ha segnato e soprattutto ha scelto giocate non da juve. Vedremo, non ha tutta la stagione, ma se avesse ragione Conte…

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  8. frankiebeerross - 24/10/2012

    Ieri sera si è visto in campo nel primo tempo una juve che pensava nella testa dei suoi giocatori:tanto questi non ci fanno niente…………poi dopo la punizione e vada la non altezza di pirlo in barriera,si sono cominciati a svegliare.Infine nel secondo tempo si è vista la solita juve……….l’avevo già detto che in champions le squadre materasso non ci sono.

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  9. ozne79 - 24/10/2012

    Vorrei anche aggiungere che è facile dare dei dilettanti a quelli del Nordsajelland o ironizzare sulla difficoltà di pronuncia del nome, ma la verità è che in champions ogni partita (soprattutto in trasferta) è insidiosa.Negli anni passati anche il milan ha pareggiato in casa del Viktoria plzen(anche esso di difficile pronuncia) del Bate borisov,dello Zurigo e l’inter con il Trazbonspor(difficilissimo da pronunciarlo).Addirittura 2 anni fa il Copenaghen (campioni di Danimarca,guarda un po) fermarono il grande Barcellona di Messi sull’ 1 a 1.

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  10. Eudiiaco - 24/10/2012

    Mi correggo…non concordo con l’articolo nella parte in cui imputa alle scelte dell’undici titolare il risultato di ieri sera.

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