Le scommesse mondiali

30 giugno 2010

Ci sono scommesse e certezze nel mercato di un Mondiale. A volte le scommesse possono andare benissimo, come avvenne per Skuhravy nel 1990, preso dal Genoa e protagonista di un’epopea. Altre volte le certezze possono afflosciarsi. Il Mondiale del 2010 non farà eccezione. Non è detto che Di Maria al Real Madrid renda per quello che Mourinho si aspetta, mentre potrebbe essere un affare fantastico andare a prendere il difensore centrale neozelandese Winston Reid, che ha 22 anni, gioca con i danesi del Midtylland, costa due zucchine e un cespo d’insalata, eppure ha dimostrato di avere ottime doti di difensore oltre che eccellenti tempi di inserimento in attacco (non dimentichiamo che la Nuova Zelanda ha chiuso imbattuta il suo Mondiale). Cellino ci sta provando per il suo Cagliari e sicuramente l’idea è buona.


Assurdo inserire il tedesco-turco Oezil nell’elenco di possibili consigli per gli acquisti mondiali. E’ sotto gli occhi di tutti e sicuramente costa tanto. Va seguita invece con attenzione la trattativa che la Lazio (ma anche il Catania) sta portando avanti per il messicano Pablo Barrera dei Pumas: con 3 milioni e mezzo si può portare a casa un talento purissimo.

Tanti hanno scoperto il portoghese Fabio Coentrao del Benfica ma hanno scoperto anche che non conoscerlo era un forte sintomo di ignoranza, visto che ha una clausola rescissoria di 30 milioni di euro. Potrebbe invece non essere puro folklore pensare al sudafricano Sipjiwe Tshabalala dei Kaiser Chiefs. Forse ha caratteristiche più adatte a campionati come quello francese o inglese, ma chissà che un allenatore coraggioso non lo possa proporre anche da queste parti. Buon rapporto qualità-prezzo sembra avere il difensore centrale Diego Godin, uruguayano del Villarreal. In gennaio venne proposto al Milan, adesso ha in Amedeo Carboni e Rafa Benitez due scuri estimatori. Fa bene il Napoli a sondare il terreno con il centrocampista offensivo statunitense Clint Dempsey del Fulham, che ha fisico e tecnica, fanno bene Lazio e Inter a tenere sotto controllo l’esterno sinistro algerino Nadir Belhadj del Portsmouth, va bene anche il Chievo che segue il centrocampista sloveno Robert Koren (West Bromwich Albion).

Già un po’ più rischioso è l’inserimento nel campionato italiano dei ghanesi, come ha insegnato il caso di Adiyah nel Milan. Eppure Kevin Prince Boateng e Anthony Annan, seguiti da Lazio e Genoa. Eljero Elia, esterno offensivo olandese che ha colpito molto gli osservatori della Juventus, è un eccellente giocatore, ma è all’Amburgo che non vende tanto facilmente. Invece un giocatore tecnico come il giapponese Daisuke Matsui, anche se ha 29 anni, è un peccato vederlo macerare nel Grenoble. Detto che Edgar Barreto se va ancora avanti con il Paraguay difficilmente resterà all’Atalanta, lo slovacco Weiss dei Bolton Wanderers potrebbe essere un buon investimento. Senza dimenticare gli svizzeri (Gelson Fernandes su tutti) e i cileni, che però hanno già in Italia buona parte del meglio che hanno presentato Mondiali, ossia Sanchez, Isla e Carmona.

di Enzo Palladini

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 I VOSTRI COMMENTI
  1. LU77PE - 30/06/2010

    NON E’ BASTATO AVERE RINFORZATO TUTTE LE 23 NAZIONALI DEL MONDIALE, O QUASI. HAMSIK ERA ACERBO E CI HA ELIMINATO CON LA SLOVACCHIA, IL BRASILE HA LA DIFESA PER 4/5 ITALIANA. IL TUTTO MENTRE I GIOVANI ITALIANI NON EMERGONO E L’ITALIA ESCE AL PRIMO TURNO AL MONDIALE. DOPO TUTTO CIO, SI CONTINUA A INVESTIRE SOLO SU STRANIERI GIOVANI E DI PROSPETTIVE. BENE, AVANTI COSI’, E DI STO PASSA NEANCHE PRANDELLI POTRA’ RIANIMARE UN CALCIO ITALIANO SCHIAVO DI PRESIDENTI SENZA CORAGGIO CHE NON INVESTONO NEI GIOVANI.

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  2. Pachakutec - 30/06/2010

    Credo che dopo questa girandola di nomi,con probabilità o meno di cessioni e acquisti, ci sia un unica e vera considerazione da fare.
    Quanto investano le nostre squadre italiane,nei giovanili Italiani e stranieri. Credo che sia molto importante per le prossime competizioni internazionali degli Azzurri, avere giovani promesse italiani che garantiscono competitività e qualità… Avvicinarsi al livello delle big come Brasile e Spagna, al quale il calcio mondiale regala sempre ottimi campioni, non sarebbe male avere la metà della loro qualità..

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