Il Mondiale delle prime volte

7 luglio 2010

di Edoardo Grassi

Il Dio del calcio in Sudafrica ha fatto scelte importanti, epocali, mandando in riscossione vecchie cambiali e sistemando storiche ingiustizie. Pazzesco che la scuola calcistica spagnola – per quello che ha espresso, da sempre – non fosse mai arrivata a giocarsi il titolo, incredibile che l’Olanda dovesse sempre giocare le sue finali contro la squadra di casa, quantomeno strano che le nazionali europee fossero sempre vittime sacrificali fuori dal continente. Diventa quindi, comunque vada domenica, il Mondiale delle prime volte, quelle che poi non si scordano (anche perché finiscono nell’albo d’oro) ma non si devono scordare soprattutto i segnali tecnici e tattici che lascerà in eredità il torneo sudafricano. Sancita, finalmente, la fine dell’improvvisazione: meglio stare a casa che arrivare senza idee all’appuntamento-chiave della stagione, come ha fatto l’Italia e questo indipendentemente dalla qualità dei giocatori.

Almeno tre delle semifinaliste, le europee, propongono un raffinato modello di gioco, ricco di scelte dinamiche e geometriche sia in chiave offensiva che di non-possesso, che diventa l’attuale marchio di fabbrica per queste scuole calcistiche. La Spagna in sostanza ripropone il canovaccio del gioco corto del Barcellona con un’attenzione difensiva però ancora maggiore, la Germania ha scoperto una nuova generazione di campioni attraverso uno stile nuovo che esalta la propulsione delle ripartenze palla a terra e che valorizza i piedi buoni (Loew, beato lui, nel proprio mazzo ha 6 possibili trequartisti su 23 convocati!), l’Olanda ha un equilibrio tattico assoluto e perfetti collanti di centrocampo oltre ad artisti di straordinaria creatività come Robben e Sneijder.

Tutto questo al termine di una stagione (per tutti) assolutamente stressante e che aveva, comunque, esaltato l’organizzazione attraverso la macchina da guerra (difensiva) dell’Inter di Mourinho che ha messo a ferro e fuoco l’Europa dei club. Morale: il Sudafrica scrive, più di Germania 2006, una pagina di svolta, pensionando la figura del commissario tecnico un po’ selezionatore e un po’ papà e quasi per niente allenatore che deve solo trovare gli 11 uomini da mandare in campo. Joachim Loew e Bert van Marwijk hanno studiato nei club partendo dal basso, usano molto il computer e le tecnologie per avere un controllo globale e quasi maniacale della situazione e poi hanno molta attenzione (come il vecchio Del Bosque che ha la fortuna di avere in casa una serie incredibile di giovani talenti) al rovescio anagrafico della medaglia.

Ecco perché rivedremo queste grandi scuole calcistiche ai vertici anche a lungo termine, ecco perchè sarà difficile che la nazionale campione del mondo 2010, tra 4 anni, in Brasile, possa fare la figura penosa della bolsa Italia di Lippi in Sudafrica.

di Redazione

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (50 voti, media: 4,52)
Loading ... Loading ...
 I VOSTRI COMMENTI
  1. skyslacker - 8/07/2010

    ottimo per il concetto di vera Democrazia nel calcio, che siano arrivate alla finale 2 squadre che non hanno mai vinto la Coppa del Mondo! :)
    però…a questo punto spero vinca la Spagna, ha un gioco ed un organico di livello superiore all’olanda e poi vedere il nerazzuro Sneijder alzare al cielo anche questa Coppa sarebbe davvero troppo ed inguardabile…quindi Forza Spagna! :)

    segnala un abuso

  2. LU77PE - 8/07/2010

    PER GIOCO ALL’ITALIANA DICO DIFESA ROBUSTA E RIPARTIRE DI RIMESSA. LA SPAGNA CERTAMENTE NON GIOCA ALL’ARREMBAGGIO, O NO?

    segnala un abuso

  3. RIKI2285 - 8/07/2010

    PACHAKUTEC SONO DACCORDO CON TE MALA VEDO BUIA…
    LE MAGGIORI SOCIETà HANNO SOLO PIù INTERESSI DI SOLDI E PRENDERE VOTI (BERLUSCA ESEMPIO) NON VORREI ESSERE TROPPO PESSIMISTA MA CI VORRANNO ANNI PRIMA CHE SI VEDRà UN QUALCOSA DI BUONO

    segnala un abuso

  4. Pachakutec - 8/07/2010

    Ribadisco quanto scritto in precedenza, ovvero, se non verrà data all’italia calcistica la possibilità di crescere e credere in tanti giovani, prevedo che nel corso del tempo L’italia si ritroverà sempre più a margine nel calcio mondiale.

    segnala un abuso

  5. maseo77 - 8/07/2010

    La spagna un Gioco all’italiana? ma figurati…il gioco all’italiana quasi quasi nn ce l’aveva neanche la corea del nord!

    segnala un abuso

  6. LU77PE - 8/07/2010

    SONO ARRIVATE IN FINALE LE DUE SQUADRE MIGLIORI E CON I GIOCATORI PIU’ ESPERTI. 10/11 DELA SPAGNA DI IERI E’ COMPOSTA DA GIOCATORI DI BARCELLONA E REAL, TUTTI GIOCATORI GIA SCAFATI ED ABITUATI AD ALTISSIMI LIVELLI. DALL’ALTRA PARTE L’OLANDA, ANCHE LEI CON GIOCATORI ESPERTI. ENTRAMBE HANNO UN’ETA’ MEDIA BASSA E UN GIOCO ALL’ITALIANA.

    segnala un abuso

  7. contatori - 8/07/2010

    Olanda tutta la vita!

    segnala un abuso

  8. mefistofele_1924 - 8/07/2010

    Come in Messico nel ’70 in finale le due squadre­ che in semifinale hanno battuto Uruguay e Germania­ (allora Brasile-Uruguay 3-1 e Italia-Germani 4-3,­ quest’anno Olanda–Uruguay 3-2 e Spagna-Germania­ 1-0) e vinsero i sudamericani contro l’Italia­ campione d’europa in carica (come la Spagna…). Le­ affinità finiscono qui visto che allora Brasile e­ Italia erano le due nazionali più titolate a livello­ mondiale mentre orange e iberici non hanno mai vinto un­ mondiale.
    Quella di domenica sarà anche la prima finale­ senza una tra Brasile, Italia, Germania e Argentina.

    segnala un abuso