Inter, 12 mesi dopo: due crisi a confronto

26 gennaio 2014

Stramaccioni 39 punti. Mazzarri 33. Siamo a meno sei dalla peggior notte interista degli ultimi 30 anni. O quaranta, fate voi, indietro col tempo.
Lo sappiamo. I paragoni sono sempre antipatici. E mettere in equilibrio l’Inter di Strama con questa è sempre stato un esercizio faticoso, perché la conclusione è (stata) sempre la solita: senza Mazzarri questa squadra avrebbe chissà quanto in meno di quel poco che possiede.
Vero? Falso? Il problema, ripetiamo, non sta nei paragoni. Ma il problema sussiste, perché un anno fa a fine gennaio la crisi di quell’Inter era già cominciata, così come è cominciata la crisi di questa con l’avvio del nuovo anno.
Dodici mesi fa, però, sembrava solo un problema tecnico. Si diceva, l’inesperienza di Stramaccioni, i reduci dal Triplete, una questione tattica irrisolta e l’idea morattiana di puntare su un esordiente, della panchina. Ma era colpa del tecnico romano? Riveduta oggi, quella crisi ha più il sapore d’insieme, di gruppo, di ambiente. Ridiamo a Stramaccioni una credibilità che sembra l’abbia messo in un angolo. Per restarci. Leggi il seguito »

di Roberto Omini

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Seedorf, una storia di sentimenti

14 gennaio 2014

E’ una storia di calcio, quella tra Seedorf e il Milan ma è soprattutto una storia di feeling, di sentimento Quel sentimento, chiamiamolo amore che aldilà dei risultati ottimi non era mai sbocciato con Max Allegri, un po’ troppo distaccato, poco passionale.

Arriva Clarence, l’olandese del Suriname che Silvio Berlusconi mette sulla panchina del suo Milan nella speranza o nella certezza che possa ripetere le gesta di Sacchi e Capello, entrambi figli vincenti delle sue intuizioni, ed entrambi arrivati senza curriculum a dirigere una grande squadra.

Il Milan, come accaduto con Carlo  Ancelotti o con Leonardo o con lo stesso Capello viene dunque restituito ai milanisti. Ad un neo tecnico che non ha mai allenato, ma sa come muoversi.Uno che impara in fretta.Non per niente rimane  il piu’ giovane debuttante nella storia dell’Ajax.

E’ entrato nella storia del Real Madrid, di striscio in quelle della Sampdoria e poi  dell’Inter. In rossonero ha dimostrato di essere campione soprattutto con e contro i campioni.  

A Seedorf, capace di vincere da giocatore ben 4 champions con 3 squadre diverse, non si possono chiedere miracoli.Che la mossa sia azzeccata ce lo dira’ il tempo, solitamente galantuomo. Semplicemente gli si chiede di  ridare al  Milan in base al potenziale tecnico la  giusta posizione di classifica in questo campionato.Per il futuro occorrera’ un programmazione mirata… Affinchè il professore, uno che in quanto ad autostima, non è inferiore a nessuno, possa essere molto di più di un’idea suggestiva.

Intanto rappresenta già dal punto di vista mediatico, qualcosa di inedito di importante.E poi è uno che come Silvio Berlusconi ama pensare in grande. Condizione indispensabile perché il Milan possa ritornare ad essere il Milan.

 

di Bruno Longhi

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Roma, è girato il vento

1 dicembre 2013

di Claudio Di Benedetto

Continua a correre sul posto la Roma, sempre imbattuta, ma rallentata da un calendario che doveva permetterle di allungare sulla Juve: Torino in trasferta, Sassuolo e Cagliari in casa, Atalanta a Bergamo. Quattro pareggi. Tre gol subiti da una squadra che nelle prime dieci giornate ne aveva incassato soltanto uno, e solo tre fatti.  Fino a Roma-Napoli (ottava giornata) ne aveva sempre segnati almeno due. In quella partita Totti ha giocato poco più di mezz’ora, gli ultimi 33 minuti del suo campionato. Leggi il seguito »

di Redazione

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Seedorf sì, ma in campo

24 novembre 2013

Innanzitutto una questione: ma chi l’ha detto che bisogna puntare sui giovani? Questa idea di massa mi è sempre parsa una grande bufala. Bisogna far crescere i giovani, devono giocare i giovani, le grandi squadre si costruiscono sui gio-va-ni. Davvero? Non mi pare proprio. La storia del calcio insegna piuttosto un’altra cosa: che, ad esempio, i grandi campioni maturano attorno ai 25/26 anni. Quando, ahiloro, la beata giovinezza è alle spalle. Leggi il seguito »

di Alessandro Franchetti

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Milan, il futuro fa meno paura

17 novembre 2013

di Marco Francioso

Il futuro fa meno paura al Milan perché l’orizzonte, dopo le recenti turbolenze, inizia a schiarirsi. Dall’amichevole vincente 3-1 contro lo Young Boys per Allegri due novità importanti, che riportano il buonumore.
Primo sorriso è scoprire che Rami non teme confronti con il passato recente. La monumentale maglia numero 13 quella che era di Nesta non fa tremare il francese. Buona notizia per il reparto difesa che da gennaio potrà trovare un aiuto importante. Leggi il seguito »

di Redazione

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